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Arte+ inaugura venerdì 2 dicembre 2011 il nuovo spazio espositivo con la mostra “+ 700 + 800 + 900 + …” concepita per soddisfare le esigenze di un pubblico ampio e curioso, con gusti e orientamenti collezionistici differenti.

Fino al 15 gennaio 2012 sui due piani della prestigiosa Casa Pepoli Bentivoglio a Bologna antico e moderno si fondono in un’armonia suggestiva dimostrando di poter convivere nel segno della bellezza e dell’alta qualità artistica.

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Accanto ad una preziosa quadreria antica composta da dipinti di paesaggio e ad un nutrito numero di capolavori dei più noti maestri del Novecento italiano ed europeo si potranno ammirare le magnifiche creazioni di Nicola Zamboni e Sara Bolzani, autori del monumentale gruppo scultoreo Umanità esposto recentemente nel cortile di palazzo d’Accursio a Bologna.

Tra i maestri della seconda metà del ‘700 figurano Carlo Lodi e Vincenzo Martinelli, tra i principali esponenti del paesismo evasivo bolognese, Gaetano Zais, autore di una luminosa tela di straordinaria ricchezza cromatica e Francesco Fidanza, artista di statura europea presente con una coppia di vedute marine di spiccata sensibilità preromantica.

Eseguiti tra il 1827 ed il 1828 sono invece i due magnifici acquerelli su pergamena di Antonio Basoli, principale esponente della cultura artistica bolognese a cavallo dei secoli, di cui si espone anche un preziosa tavoletta con un paesaggio montano.

Dello scadere dell’Ottocento è invece la magnifica Veduta di Bellagio del protagonista del risorgimento locale Luigi Bertelli, celebrato in questo stesso periodo da una mostra antologica nelle sale di palazzo d’Accursio a Bologna. Il tema del paesaggio ricorre anche tra i grandi maestri della pittura italiana del Novecento, tra cui Giorgio de Chirico e Virgilio Guidi, autori di due affascinanti e personalissime interpretazioni dell’Isola di San Giorgio a Venezia, e Carlo Carrà, presente con due importanti lavori della fase matura, del cosiddetto “realismo lirico”, durante il quale dipinge le sue inconfondibili visoni sospese e senza tempo dell’amata Versilia, dalle sue spiagge deserte e dei suoi monti sul mare.

Degli anni quaranta è la tela raffigurante il Lago di Como di Arturo Tosi, dedicata ancora una volta al tema del paesaggio come lo sono anche i lavori di Franco Gentilini (Chiesa a Venezia, 1957), di Ardengo Soffici (Paesaggio a Poggio a Caiano, 1955) e di Ennio Morlotti (Cactus sul mare, 1967) . Di Filippo de Pisis è esposta invece una tipica natura morta del 1941, mentre Bruno Saetti, Felice Casorati, Massimo Campigli e Mino Maccari si rivolgono principalmente al tema della figura umana. Non potevano mancare due importanti personalità del Novecento Europeo, il grande pittore francese Edouard Vuillard, autore del bellissimo Interno con modella (1908 circa) nel quale compare dietro alla figura la femminile il suo celebre dipinto raffigurante la Piazza della Trinità (oggi al MOMA di New York) del 1894, e del tedesco Otto Dix, esponente di spicco della “Nuova Oggettività”, presente con una strepitosa tavola del 1935 già esposta nel 1957 alla monografica tenutasi allo Städtische Museum Kunst und Museumsverein di Wuppertal.

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